Salone del Gusto e Terra Madre 2010
Si destreggiano tra gli stand di grandi e piccole regioni italiane, si fermano davanti a insoliti prodotti provenienti da ogni parte del mondo: il conciato romano del casertano che saluta lo Yacon argentino
le aringhe affumicate svedesi che scrutano golose il torrone alla canapa francese.

Si siedono insieme a una madre ghanese che abbraccia il figlio sonnacchioso e sbocconcellano qualche oliva all’ascolana o un trancio di focaccia di Recco, secondo il rito tutto nostrano dello Street Food.
Si interrogano assaporando una tazzina di caffè eco-sostenibile e correggendone la dolcezza con un buon cioccolato fondente Criollo.
Si stupiscono di fronte a un’emulsione di olio extra-vergine d’oliva e miele o nell’assaggiare un macaron di foie gras e tartufo bianco. E infine ritornano a casa con borse piene di golosità e tesori, frutto dei sacrifici di produttori assennati. Si ricordano delle vite incrociate alla propria, perché per gli appassionati del Salone del Gusto di Torino il “km 0 è nella testa”.
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