Piccole, rossine, opache asimmetriche e neanche tanto belle, le mele annurche sono un prodotto prezioso della Campania da più di duemila anni (sono stati rinvenuti degli affreschi ad Ercolano con le mele appunto).
Il nome soprendente viene da « Mala Orcola » vale a dire prodotto negli inferi (secondo Plinio). In effetti il luogo d'origine è Pozzuoli, nel lago di Averno, considerato lago degli inferi (la mela è una cosa seria…)
E' caratterizzata dalla sua origine geografica molto specifica ma anche dal modo di coltivarla, particolare ed artigianale. Le mele vengono raccolte dall'albero non ancora mature, fine settembre inizio ottobre. Il motivo: il picciolo è così piccolo che non resisterebbe a lungo e farebbe cascare le mele a terra. Sono in seguito sistemate sul melaio, una specie di letto all'aria aperta ricoperto all'origine di canapa e adesso di paglia. A sua volta il melaio è protetto da un telo per evitare eccessiva luce. Per due mesi circa vengono quindi fatte arrossire al sole, rigirate ogni dieci giorni a mano per far in modo che la parte rimasta più verde venga colorita dal sole. Vengono anche spruzzate d'acqua per evitare le disidratazione. Sono quindi pronte a dicembre (le mele di Natale per antonomasia) e si conservano tutto l'anno.
Il loro sapore è inconfondibile, molto equilibrato. Dolce-acidulo, croccante e succoso, sono delicatissime e si prestano a tutti gli usi.
Ho deciso di parlarvi delle mele annurche non solo per la loro bontà raffinata nonostante l'aspetto ma anche per motivi più sentimentali. Le ho scoperte da bambina grazie a mia nonna. Sono le mele di Natale, le mele che ci regala da sempre quando andiamo a trovarla. Un dono generoso, rosso, dolce e semplice…
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Commenti.
cara edda, anche per me la mela annurca è legata al meraviglioso ricordo di mia nonna, bravissima in cucina e di origini napoletane. Il matrimonio la condusse a vivere al nord ma conservò dentro di se tutte le tradizioni partenopee che le ricordavano tanto suo padre. Quelle stesse tradizioni che oggi io ritrovo far parte del mio essere più profondo. Grazie per questo articolo!
Grazie a te Alessandra per i ricordi, sono belli!
Trovo sia prezioso ed allegro rivivere momenti attraverso la cucina.