Lievito Madre: Rinfresco (1)

Lievito Madre: Rinfresco (1)

Lievito madre: rinfresco Nel primo post della serie sul lievito madre abbiamo parlato di come produrlo. Oggi ci occupiamo del rinfresco, cioè di come nutrirlo.

Come è stato detto nel post precedente, la preparazione del lievito naturale è un processo semplice ma nello stesso tempo lungo e delicato perché l’obiettivo finale è quello di produrre un lievito forte e di buona qualità.  Una volta che la fermentazione iniziale di acqua e farina ha portato all’attivazione del lievito, bisogna armarsi di una buona dose di pazienza perché per ottenere un lievito maturo e pronto per essere utilizzato negli impasti occorrono dai 15 ai 30 giorni di rinfreschi quotidiani.

Rinfrescare vuol dire prendere un pezzo di lievito ed impastarlo con farina e acqua in opportune quantità; con questa operazione il lievito viene nutrito in quanto con l’aggiunta di nuova farina si apportano i nutrienti necessari per mantenere la microflora presente in piena forma. La quantità di farina (e di acqua) che deve essere utilizzata varia a seconda dello stato di salute del lievito.

Un lievito naturale è considerato in buona salute se:

  • il suo COLORE è BIANCO (o un giallo crema leggero)
  • il SAPORE è LEGGERMENTE ACIDO (né troppo dolce né troppo amaro, in poche parole come il sapore del pane a lievitazione naturale)
  • la CONSISTENZA è SPUGNOSA e riccamente ALVEOLATA con alveoli allungati
  • l’ODORE è leggermente ACIDO (profuma di pane)
  • l’ACIDITÁ è pari a pH 5-5,3

Quando un lievito sta bene ed è maturo, triplica (dopo il rinfresco) il proprio volume in 3-4 ore ad una temperatura di 28°C.

Oggi concentriamo la discussione sul RINFRESCO BASE che si opera quando:

- il lievito è stato appena attivato e deve maturare (rinfreschi quotidiani per 15-30 giorni dopo la prima attivazione)

oppure

- è già bello attivo e deve essere nutrito per il regolare mantenimento (vedi foto).

o infine

- si deve rendere il lievito bello forte per utilizzarlo in preparazioni complesse e ricche come quelle dei grandi lievitati della nostra tradizione. Generalmente si fanno tre rinfreschi base consecutivi a distanza di 3-4 ore.

RINFRESCO BASE: Il rinfresco base prevede l’aggiunta al lievito di una quantità di farina pari al peso del lievito più il 10% (facoltativo)  e di acqua in ragione del 50%

Esempio: 100g Lievito + 100g (+ 10g) Farina + 50g Acqua

La foto mostra Lazzaro, il mio lievito, dopo 5 giorni dall’ultimo rinfresco. Come potete vedere è esausto e necessita di nuovo nutrimento. Analizzandone l’aspetto appare evidente che un lievito già maturo ha bisogno di essere rinfrescato per il suo regolare mantenimento quando:

a) inizia a sgonfiarsi superata la fase di massima lievitazione (lievito bello gonfio) e si appiattisce sempre di più.

b) inizia a diventare “viscido” e l’alveolatura collassa perchè l’acidità con il passare del tempo si accumula e causa la rottura del glutine.

Fino ad ora si è parlato di farina in modo generico, ma quale è la farina migliore da utilizzare per attivare e mantenere il lievito naturale? Utilizzare il tipo di farina corretto è molto importante perché essa influisce ampiamente sulla maturazione dell’impasto, cioè sulla formazione in tempi giusti del grado ottimale di acidità. Una farina tipo 00 con una forza di 280/350 W e un P/L di 0,55 è l’ideale per ottenere un buon prodotto.

That's all folks, passo e chiudo (per ora)!

Un sorriso bello pasciuto,
D.


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