Ieri con la cena più twittata dell'anno, in cui hanno cucinato Lorenzo Cogo, Cesare Battisti, Manuel e Christian Costardi, Alessandro Negrini e Fabio Pisani e Gianluca Fusto, servita nella Sala d'Onore della Triennale di Milano, si è concluso il modulo "Cibo" di "Open", la manifestazione organizzata da Zero e da Vodafone che da domani comincerà a parlare di Design e che continuerà fino al 31 maggio coinvolgendo altre aree tematiche.
Un evento che permettetemi di definire una piccola chicca, curato con grandissima competenza e maestria da Gianluca Biscalchin, illustrogiornalista (crasi da lui stesso coniata per abbracciare le sue attività di illustratore e giornalista) che a noi di Gastronomia Mediterranea piace molto, di cui più volte abbiamo avuto occasione di parlare e di tessere le lodi, e se dovessimo soffermarci nuovamente ad elogiarlo potremmo dare l'impressione di mancare di obiettività. Ma tant'è: insieme al cibo il vero protagonista di Open è stato lui.
In un persorso, sia ideale che reale, Gianluca Biscalchin, coadiuvato a turno da blogger, produttori, cuochi, giornalisti, nell'arco di due settimane ha cercato di indagare come sia cambiato il modo di vivere il cibo nell'era delle nuove tecnologie.
Il punto di partenza è stato la spesa: il web puo' essere un mezzo per controllare informazioni e qualità ma spesso i piccoli produttori di eccellenze e gli artigiani del cibo non riescono a sfruttarne le infinite potenzialità e implicazioni. E di alcuni di questi piccoli produttori e artigiani si è parlato a lungo ad Open, quasi quotidianamente nella sala lettura della Triennale a mezzogiorno, orario un po' sacrificato a dire il vero. L' olio di nocciole di Mattia Pariani, il riso, il pesce di lago, il prosciutto toscano e i legumi di Luciano Quaggio si sono alternati e sono stati protagonisti di interessanti chiacchierate preparatorie alla cena di ieri per l'appunto, dove un gruppo di chef scelti ad arte questi prodotti ha cucinato e dove un gruppo di blogger (Barbara Torresan, Giulia Marruccelli, Carlo Spinelli, Andrea Vigna e me medesima) ha fatto loro da "padrino".
Ma tra la spesa e la preparazione della cena ad Open sono stati sviscerati altri argomenti legati al cibo e alle nuove tecnologie: live blogging, social network, applicazioni. In maniera informale, chiacchierando, nessun palco e nessuna cattedra, il pubblico curioso ha avuto modo di conoscere chi lavora dietro gli schermi e le tastiere di siti, magazine on line e blog e chi di cibo in un modo o nell'altro parla quotidianamente attraverso post e commenti.
E se fin qui ho raccontato tutto quello che di queste due settimane mi è piaciuto, e non poco, lasciatemi trovare qualche piccolo neo ad una manifestazione che è comunque alla sua prima edizione, che se ha peccato un po' di ingenuità nell'organizzazione e nella gestione, ha tuttavia larghissimi margini di miglioramento e che sicuramente avrà modo di crescere dopo questo primo anno di rodaggio.
Proprio in una manifestazione aperta come questa, il cui scopo è coinvolgere e costruire contenuti insieme al pubblico, il cui programma si è evoluto giorno per giorno, la rete avrebbe dovuto rivestire un ruolo maggiore ed il tam tam sarebbe dovuto essere più capillare e meglio gestito. Gli incontri, tutti sempre molto interessanti, non sempre sono stati segnalati in maniera puntuale e diffusa.
Di Open, almeno in questa fase iniziale, si è parlato troppo poco: un vero peccato.
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Commenti.
Lydia ma soffri d’insonnia tu?No perchè vista l’ora del post….Beh, ieri sera è stata una serata fantastica a dir poco.Spero l’anno prossimo si ripeta con ancora più partecipazione.
Grazie a te per il tuo prezioso contributo e buona giornata!!!
Io sono in coma…
Bacio
Sara, avevo programmato
Comunque, si, io soffro d’insonnia
Ahhhhhhhhhhh!E dopo dici di non essere tecnologica…io allora sono giurassica!:)