San Giovanni, la Rugiada & il Nocino della Bruna

San Giovanni, la Rugiada & il Nocino della Bruna

San Giovanni, la Rugiada & il Nocino della Bruna L'usanza vuole che le noci verdi e tenere che servono per produrre questo liquore dalle proprietà digestive, vengano raccolte fra il 23 e il 24 giugno: nella notte di San Giovanni Battista.

Il nocino è prodotto ed apprezzato in diverse regioni italiane ed è ottenuto dalla macerazione in alcol del mallo delle noci giovani e fresche. In Italia è particolarmente amato in Emilia-Romagna e specialmente nella zona del modenese.
Qui, l'antica credenza voleva che la rugiada (guazza in dialetto emiliano) formatasi nella notte tra il 23 e il 24 giugno, la notte di San Gionanni appunto, fosse un ottimo rimedio per i problemi dell'apparato digerente; raccogliere quindi le noci proprio in quella notte rafforzava il potere digestivo di questo ottimo liquore dal colore bruno scuro. Il nocino infatti è considerato un valido aiuto per i problemi gastro-intestinali (digestione lenta e gonfiore) e un decongestionante del fegato.

A Spilamberto, in provincia di Modena, è nata nel 1978 l’associazione “Ordine del Nocino Modenese”, che ha lo scopo di promuovere e sostenere iniziative e manifestazioni per tutelare e valorizzare la tradizione del nocino.

Esistono moltissime ricette per fare questo liquore, in Emilia-Romagna molte zdaure (signore e reggitrici della casa) lo preparano secondo la ricetta dell'Artusi (ricetta n.750). Io, ho imparato a farlo (e prima ancora ad apprezzarlo) dalla Bruna che ce ne regala sempre una bottiglia.

NOCINO della BRUNA
(e ora anche un po' mio)
30-35 Noci verdi (*)
1L Alcol al 95%
500-600g Zucchero
300-400mL Acqua
10-15 Chiodi di Garofano
1 Stecca di Cannella (lunga 1 dito)
Scorza di 1 Limone

Preparare uno sciroppo facendo sciogliere la zucchero nell'acqua e nel frattempo tagliare la noci in quattro parti utilizzando assolutamente guanti monouso per non rischiare di macchiarsi le mani con i malli. In un grande vaso di vetro (con capienza di almeno 4L) mettere le noci, le spezie, lo sciroppo tiepido e l'alcol. Mescolare, chiudere con un tappo o con garza e corda e lasciare riposare per almeno 45 giorni, mescolando il tutto quotidianamente. Il vaso deve essere lasciato il più possibile al sole durante la macerazione.

Trascorso il tempo del riposo, il nocino va filtrato, imbottigliato in bottiglie di vetro (possibilmente scure) e lasciato ad affinare in un luogo fresco e al riparo dalla luce almeno fino a Natale prima di poterlo gustare. I patiti di questo liquore sostengono che per apprezzare appieno tutte le sue caratteristiche aromatiche il nocino deve essere conservato almeno 12 mesi. E' possibile altresì affinarlo in botticelle di castagno o di rovere.

(*) L'usanza popolare vuole che il numero delle noci sia sempre dispari, quindi usatene 31, 33 o 35! Inoltre le noci devono essere colte con le mani senza l'ausilio di lame o forbici di ferro; questo metallo infatti, secondo le antiche tradizioni erboristiche comprometterebbe le proprietà delle piante officinali.

Un sorriso che vi aspetta sotto il noce,
D.

PS. Silvia Lanconelli, una nostra cara amica, ci segnala che proprio per la notte di San Giovanni, l'associazione "Il Lavoro dei Contadini" di Faenza ha organizzato una serie di eventi presso le aziende agricole associate. Qui il programma de "La Guazza ad San Zvan"


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