Aiutarsi con il cibo: le associazioni alimentari - GIEMME - Gastronomia Mediterranea

Aiutarsi con il cibo: le associazioni alimentari

Gli alimenti, di cui si parla su queste pagine soprattutto in termini di piacevolezza e gusto, hanno proprietà determinate non solo dal loro valore nutrizionale ma anche dalla funzione che svolgono nell’organismo. Prendendo a prestito il celeberrimo aforisma di Ippocrate “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo“, abbiamo chiesto a Veronica Pacella, giovane e preparata nutrizionista, di spiegarci un po’ dei segreti del cibo che ogni giorno mangiamo, cominciando dall’associazione degli alimenti.

Perché è importante associare gli alimenti in modo corretto nello stesso pasto?

Ogni alimento, oltre alle classiche proprietà nutrizionali, dà una vera e propria informazione all’organismo, che si traduce in un effetto a livello di organo o apparato.  In linea generale, gli alimenti che utilizziamo in un pasto dovrebbero avere le seguenti caratteristiche:

  • Essere di facile digestione
  • Stimolare il metabolismo, e questo non vale solo per le persone che devono dimagrire, ma per ognuno di noi. Un metabolismo efficiente infatti fa sì che tutto l’organismo sia supportato nella sua funzione, dalla digestione all’eliminazione di sostanze di scarto da parte degli organi emuntori.
  • Stimolare il fegato, che è uno degli organi più importanti del nostro organismo. Il fegato è la centralina biochimica che smonta gli alimenti e li ricompone in molecole utili al corpo.

Gli alimenti possono quindi lavorare in sinergia o in antitesi in base alle loro proprietà. Abbiamo alimenti che:

  • Stimolano il metabolismo o lo rallentano
  • Stimolano il fegato, lo drenano o lo supportano
  • Stimolano o rallentano la tiroide
  • Facilitano o appesantiscono il lavoro renale e depurativo

Diventa quindi facile comprendere come gli alimenti siano in grado di portare alla guarigione o al miglioramento di molti disturbi comuni. Basti pensare che tutti i disturbi digestivi, siano essi collegati allo stomaco (bruciore o acidità), pancreas (produzione di enzimi digestivi), fegato (depurazione e stimolo, fegato grasso, ipercolesterolemia), intestino (capacità digestiva, gonfiore, sindrome del colon irritabile, stitichezza o diarrea, cistite e candidosi) possono essere risolti con il solo utilizzo dell’alimentazione, poiché sono proprio gli alimenti a transitare dal canale digerente.
L’ alimentazione gioca un ruolo fondamentale anche nei disturbi del sistema immunitario, nelle intolleranze e allergie, nelle forme asmatiche, nella dermatite, nel mal di testa, nella cistite e candidosi e anche in tutti i disturbi collegati al ciclo ormonale femminile (assenza di ciclo, ciclo irregolare, ciclo doloroso, mal di testa, ritenzione idrica, sindrome premestruale, gravidanza, allattamento e menopausa).
Una cosa che spesso si trascura infatti è proprio l’andamento ormonale della donna, in cui si alternano due ormoni principali: estrogeni e progesterone. Alimenti gestiti dal corpo in modo perfetto durante la fase estrogenica diventano pesanti da smaltire nella fase progestinica e/o durante la mestruazione. E’ possibile inoltre utilizzare associazioni di alimenti in un pasto che portano a frenare il ciclo o a stimolarlo qualora la mestruazione sia abbondante o scarsa.

Per esempio, l’associazione scamorza arrosto + cicoria ripassata in padella con aglio, olio e peperoncino + 50g pane è un’associazione che permette di frenare il ciclo grazie al calcio che favorisce la coagulazione, alla cicoria che stimola la funzionalità del fegato e fornisce ferro e al pane che come carboidrato supporta la funzionalità dell’organismo.
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Ci sono alimenti che non si devono mai consumare insieme?

Premesso che ogni alimento ha delle proprietà che determinano un effetto nell’organismo, sarebbe corretto dire che ci sono alimenti che lavorano in sinergia fra loro e altri che lavorano in contrasto.
La lista quindi potrebbe essere lunga e varia in base alla situazione che la persona sta vivendo e alla sua costituzione fisica (che influenza il modo di metabolizzare gli alimenti) o ai disturbi, se ce ne sono, ecco perchè ogni associazione di alimenti va pensata su misura in base alla condizione o al disturbo presente.

In linea di massima gli abbinamenti che dovrebbero essere evitati sono:

verdure simili nello stesso pasto, ad esempio: due verdure ricche di iodio (cavoli e broccoli) oppure due verdure ricche di ferro (radicchio e cicoria), perché un eccesso di iodio o ferro in uno stesso pasto potrebbe rallentare la funzionalità della tiroide (per lo iodio) o della diuresi (per il ferro).

associare il pesce con verdure cotte: il pesce è naturalmente ricco di sali minerali e così anche le verdure cotte, quindi questa associazione è sconsigliata perché molto ritentiva e potrebbe contribuire alla formazione dei calcoli renali se la persona è predisposta.

funghi e asparagi nello stesso pasto (o anche separatamente) nel caso delle donne durante il ciclo mestruale poiché sono alimenti fluidificanti e potrebbero quindi allungare il flusso come quantità e durata.

fonti proteiche diverse nello stesso pasto, ad esempio: carne e formaggio, carne e pesce, pesce e formaggio, carne e uova, e così via, perché si è visto che un eccessivo carico di proteine allunga il tempo di digestione e diventa difficile da smaltire per l’organismo. Gli ultimi studi scientifici inoltre evidenziano come un eccesso di proteine sia oggi alla base di molti disturbi che coinvolgono malattie croniche e degenerative.

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Ci sono alimenti che è meglio consumare la mattina o, viceversa, la sera?

La mattina è preferibile una colazione abbondante che comprenda una base liquida (tè, tisana, latte vegetale, latte vaccino, succo di frutta e verdura estratto o centrifugato) con una parte di carboidrati (dolce o biscotti meglio se fatti in casa, pane bruschettato o crépe con marmellata, miele o crema di nocciole/cacao), una fonte proteica (noci, nocciole, mandorle, pinoli o uova, pancetta, affettati per chi preferisce la colazione salata) e un frutto di stagione (se digerito).

La sera è meglio preferire i carboidrati (pasta integrale o cereali in chicchi) perchè favoriscono il sonno e supportano il fegato e il corpo nei processi riparativi e depurativi che avvengono durante la notte. Le proteine rallentano la digestione e producono scorie che vanno ad aggiungersi a quelle da smaltire, appesantendo anche il carico renale che ne soffre soprattutto la sera.

Le uova sode sono sconsigliate la sera perchè aumentano la vigilanza quindi potrebbero ritardare il sonno.

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Cosa pensi degli integratori (anche naturali)? Sono utili o sono solo una scorciatoia per non alimentarsi a dovere?

Gli integratori secondo me vanno usati con buon senso. Alcuni sono utili e a volte indispensabili per supportare disturbi o fasi di transizione che richiedono una concentrazione maggiore di nutrienti.
Altri sono una scorciatoia per prendere “più”: più antiossidanti, più vitamine, più minerali, etc..
La forma più bio-disponibile è sempre quella che troviamo in natura e possiamo concentrare i nutrienti anche utilizzando succhi di frutta e verdura estratti a freddo o centrifugati, inserendo dei super-food.
Un errore comune è quello di pensare che un integratore naturale alla peggio non fa niente. No. Qualsiasi integratore ha una concentrazione tale da avere degli effetti sull’organismo e abusandone possono comparire altri sintomi o ritardare le capacità di auto-guarigione insite nel corpo.

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Come è evidente, un argomento così vasto come l’influenza del cibo sulla nostra salute non può essere esaurito in poche righe. Molte sono le domande che vorremmo ancora porre a Veronica, speriamo che questa sia solo la prima puntata.

tutte le immagini sono di pixabay.com

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Daniela Acquadro

2 Commenti Aggiungi un commento

  • Giusto ma difficile poi da vivere ….s volte ci si nutre per tamponare un vuoto ….c è fame e in quel momento troviamo cose non ben associate ….quindi bisogna prendere forza energeticamente per poi nutrirsi con saggezza

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