Petronilla tra ricette mediche e di cucina - GIEMME - Gastronomia Mediterranea

Petronilla tra ricette mediche e di cucina

 “Riunisci, o Petronilla, in un volumetto (che però non costi un occhio della testa) le tue praticissime ricette.” E così, il volumetto, eccolo qua. Esso è per voi che avete trascurato di tagliare ogni settimana dalla Domenica del Corriere il prezioso pezzetto di carta.

Le ricette di Petronilla: una guida ed un alleato per le tante donne che si sono barcamenate in casa e dietro i fornelli, nell’Italia tra le due guerre.
Prima di diventare Petronilla, però, Amalia Moretti Foggia in della Rovere, classe 1872, è una giovane pediatra (tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia, anche se a dire il vero di lauree ne conseguì ben due) impegnata a svolgere la sua attività di medico a Milano con un impegno ben al di là di quello puramente professionale. Tanto da venir premiata con l’Ambrogino d’oro.
È il 1926 quando un amico di famiglia, Eugenio Balzan, direttore editoriale del Corriere della Sera, pensa di affidarle una rubrica sulla Domenica del Corriere in cui dare informazioni pratiche e concrete di medicina moderna e regole igieniche in un paese in parte ancorato a credenze popolari e superstizioni. Amalia scriverà sotto le pseudonimo di Dottor Amal e sarà in qualche modo la prima divulgatrice scientifica in Italia.
E visto che Amalia se la cava benissimo nel dispensare consigli e nell’entrare in sintonia con il suo pubblico, grazie al suo stile colloquiale e diretto ma allo stesso tempo estremamente preciso, le viene affidata un’altra rubrica, stavolta di “arte cucinaria”.
Nasce così Petronilla che non si limiterà ad enunciare ricette, cosa che pure farà con tono sempre semplice ed accurato, ma dipingerà ambienti familiari e quadretti di vita. La preparazione del piatto sarà l’occasione per insegnare a fare economia, per dispensare consigli su come riutilizzare gli avanzi o su come tenersi stretti i mariti, con un occhio sempre attento ad una alimentazione sana e corretta.
Almeno per quel giorno, nel quale porterete sul desco queste polpette nella verza, potrete essere certe che i vostri mariti non avranno la faccia tosta di dire che le loro giovani sposine sono troppo dotte nel maneggiare gravi libri mastri, e troppo ignoranti nella deliziosa arte cucinaria.
Nulla a che vedere, insomma, con i trattati di cucina dotti, rivolti ad un pubblico letterato. Con il suo lessico accattivante ma semplice, Petronilla entra direttamente nelle cucine e diventa amica delle sue lettrici, o dei suoi lettori, e parla loro come solo un’amica sa fare.

E leggere certe cose oggi fa sorridere, soprattutto se si dimentica che erano anni quelli in cui frigoriferi o forni non erano alla portata di tutti. Non è raro trovare accanto alle sue ricette: Se si possiede un forno… qualora in cucina vi sia il forno… se si può disporre di un forno...

La Fondazione Corriere della Sera ha finalmente restituito dignità letteraria, sociale e culturale ad un medico ed una giornalista (peraltro molto prolifera) dalla straordinarietà sottaciuta, raccogliendo e pubblicando una summa degli articoli del Dottor Amal e di Petronilla in un volume a cura di Maria Giuseppina Muzzarelli: “Amalia Moretti Foggia, Le ricette di vita del Dottor Amal e di Petronilla 1929-1947”.
Ieri pomeriggio, 26 febbraio, un numeroso pubblico è accorso alla presentazione della pubblicazione alla Biblioteca Braidense di Milano, per rendere omaggio ad Amalia.
Erano in molti a stringere tra le mani la loro vecchia copia, sgualcita e vissuta, de Le Ricette di Petronilla.

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Lydia Capasso

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