Slow Food, le nature morte del Seicento olandese e fiammingo

Mauritshuis, Den Haag - Foto: Ivo Hoekstra

Dal 9 marzo al 25 giugno 2017 il Mauritshuis, il prestigioso museo dell’Aja, nei Paesi Bassi, offre una tavolata immensa di formaggi più o meno stagionati, ceste piene di frutta e verdura, pasticci raffinati, cacciagione di piuma e di pelo, pesci, molluschi e crostacei del Mare del Nord nonché stoviglie e calici di vetro di finissima fattezza su tovagliati di damasco prezioso. Ma le sue tavole e tele sono appese ai muri.

Clara Peeters: Natura morta con formaggi, mandorle e krakelingen, Anversa, circa 1615

Una mostra interessantissima, questa al Mauritshuis, che è famoso per la sua collezione di quadri del periodo d’oro olandese e fiammingo. A darne l’occasione è stato l’acquisto dell’opera Natura morta con formaggi, mandorle e krakelingen (un tipo di biscotto a forma di tarallo incrociato gigante) di Clara Peeters, una pittrice attiva ad Anversa tra il 1607 e il 1621. Di lei si sa pochissimo ma se ne conoscono circa 40 opere, principalmente nature morte con cibo preparato, pronto cioè per essere mangiato, in pratica tavole imbandite.
Oltre a ben sei opere della Peeters, si possono ammirare quadri provenienti dalle collezioni del Prado di Madrid, della National Gallery of Art di Washington e dell’Ashmolean Museum di Oxford.

Osias Beert: Natura morta con ostriche, vino e dolcetti, Anversa, circa 1620-1625

Il genere delle nature morte con le tavole imbandite fu molto amato nel ‘600. Iniziatori del tema sono stati Clara Peeters e Osias Beert, anch’egli di Anversa. Pochi anni più tardi artisti come Floris van Dijk e Nicolaes Gillis abbracciarono il tema ad Haarlem nei Paesi Bassi sviluppandolo e rendendolo famoso anche nel nord. Due città che hanno sempre intrattenuto molti legami artisti, non fosse altro per il fatto che parecchi artisti di Haarlem avevano antenati di Anversa.

Joachim Beuckelaer: Scena di cucina con Cristo e invitati alla cena a Emmaus, Anversa, circa 1560-1565

Laddove nei secoli precedenti la raffigurazione del cibo era solitamente inserita nella scena di un banchetto oppure di cucina, quindi con figure umane, all’inizio del 1600 il cibo pronto per essere mangiato su una tavola imbandita diventa argomento a se stante. Scompaiono le figure umane, appaiono invece piccoli insetti e il pane è spesso presente in primo piano.
Questo passaggio lo si può ammirare nell’opera che forma l’apertura della mostra, la Scena di cucina con Cristo e alcuni invitati alla cena a Emmaus di Joachim Beuckelaer (Anversa, circa 1560-1565). Qui l’episodio del Vangelo è relegato ad un terzo piano, le figure sono piccole ed in alto a destra, mentre invece in primo piano trionfano ceste di frutta e verdura, selvaggina e un quarto di un animale macellato. Il secondo piano è riservato agli oggetti della tavola: una pila di tovaglioli bianchi ben stirati,  tre piccoli boccali di terracotta, tre bicchieri di vetro quasi invisibili talmente trasparenti e tre caraffe di peltro per il vino.

Pieter Claesz: Natura morta con pasticcio di pavone, Haarlem 1627

La mostra permette di ammirare da vicino i dettagli di queste opere. Alcuni degli oggetti riprodotti si possono ammirare in due vetrinette all’inizio del percorso: la caraffa di peltro, quella di terracotta bianca, i piatti di legno, i bicchieri di vetro verdino cosiddetti della foresta, perché le vetrerie erano nei boschi ricchi di legname per i forni. Le trasparenze del vetro e i riflessi dell’ambiente su di esso sono riprodotte con estrema maestria, così come i tessuti damascati dei tovagliati e le incisioni su calici e coppe di metallo.

Clara Peeters: Natura morta con tazza, boccale e cibi, Anversa, 1611

La riproduzione dei dettagli è eccezionale. Sul coltello personale della Peeters (perché una volta ognuno aveva il suo cucchiaio e soprattutto il coltello da tavola privato che portava con sé in occasione di pranzi fuori casa in un astuccio che vediamo raffigurato per esempio nella Natura morta con pasticcio di pavone di Pieter Claesz) si vede inciso il nome dell’artista nel taglio inferiore dell’impugnatura, nonché la rappresentazione della Prudenza e della Temperanza sulla parte piatta della stessa. Simili coltelli erano spesso regali di nozze.

Osias Beert e Clara Peeters: Dettagli

Particolare la presenza in alcuni quadri di due cibi che richiamano specialità italiane. Nell’opera recentemente acquisita della Peeters e nella Natura morta con formaggi e frutta di Nicolaes Gillis (Haarlem, 1612) si vedono dei krakelingen, biscottoni simili ai taralli scaldati calabresi detti squadatelli. Osias Beert rappresenta in diverse opere una ciotola di biscotti preziosamente decorati che assomigliano moltissimo alle pardulas, tiliccas, pabassinas, mustazzoli e pastissus sardi. In altre ciotole ci sono bastoncini di zucchero bianco candito e confetti di mandorla.

Clara Peetes: Natura morta con frutta e fiori, Anversa, circa 1612-1613

Gli storici dell’arte hanno provato a cercare dei significati in questi quadri, benché non sia facile. In molte nature morte del Settecento è presente un elemento di caducità, transitorietà che si ritrova a volte anche nelle nature morte con le tavole imbandite. La simbologia della vanitas è esplicitata nelle opere di Claesz e dalla rappresentazione di un orologio. L’elemento dell’abbondanza potrebbe essere considerato un’esortazione alla moderazione. Nei quadri della Peeters abbiamo già visto il suo coltello con la parola ‘TEMP[ERANTIA]’ sul manico. È possibile che abbia voluto dare un messaggio più profondo alle sue rappresentazioni delle tavole imbandite.

Il Mauritshuis a L’Aja – Foto: Ronald Tilleman

Nell’ambito della mostra non mancano attività parallele. C’è un nutrito programma di conferenze, degustazioni, workshop, film e contributi di imprenditori, specialisti, cuoci e coltivatori. Sono stati chiamati norcini, distillatori di jenever (il gin olandese), fornai e formaggiai a raccontare della storia dei propri prodotti e naturalmente a farli assaggiare. In programma ancora Carne & Pesce il 22 aprile, Bevande alcoliche & Calici di vetro il 20 maggio e Frutta & Verdura il 17 giugno. A queste attività si accede nel corso della visita alla mostra senza bisogno di prenotare.

Slow Food – Nature morte del secolo d’oro
9 marzo – 25 giugno 2017
Mauritshuis
Plein 29
2511 CS L’Aja

Credits: tutte le foto sono proprietà del Mauritshuis.
Si ringraziano in special modo Elske Schreurs en Charlotte Rulkens del Mauritshuis.

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Marina Vizzinisi

2 Commenti Aggiungi un commento

  • Mi piacerebbe molto visitare questa mostra, che trovo molto interessante, ma purtroppo al momento non credo mi sia possibile. Sono una appassionata delle nature morte e in particolare del cibo nell’arte. Ho condotto molte ricerche su questo argomento.
    Vi sarei molto grata se potessi avere qualche informazione sulle conferenze, che terrete, su i filmati e su un eventuale pubblicazione.
    Tanti complimenti e grazie per questa bella iniziativa.
    Cordiali saluti Rosalia Raffio

    • Cara Rosalia,
      Gli eventi li organizza il nuseo stesso, non noi di Gastronomia Mediterranea.
      Puoi seguirli sul sito del Mauritshuis.
      Hanno inoltre un bellissimo catalogo, anche in inglese, che forse ti puoi far spedire.
      Grazie ancora per i complimenti e spero tu torni a leggerci presto!
      Marina

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