Le ricette delle Winx

L’Expo è archiviato, i padiglioni dispersi, l’”albero” quasi rinsecchito, le valutazioni dimenticate in un brusio di fondo che sembra non aver lasciato molto. Ma, coraggio, non disperiamo, sono rimaste le Winx e un programma di ricette a colori pensato in stretta correlazione con il claim di Expo Milano 2015: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Son cose, tocca ammetterlo, e benché mi sia imbattuta nelle repliche del programma per puro caso e soprattutto per disperazione (ovvero per l’improvvida varicella di mia figlia) sono rimasta incollata al video nonostante le proteste e gli inviti accorati a cambiare canale. “È brutto mamma!” dice lei, ed in effetti ha ragione da vendere, il programma è veramente brutto, ma così brutto che merita qualche riflessione.

Carolina Rey e Alessandro Circiello sul set di Ricette a colori

Carolina Rey e Alessandro Circiello sul set di Ricette a colori

Si può leggere da lontano il ragionamento che ha portato a tanto orrore. C’è l’Expo, tocca parlare di cibo e siccome siamo un canale per bambini/adolescenti cerchiamo una chiave accattivante (che poi sarebbero le Winx) senza dimenticare però di infilarci l’idea della corretta alimentazione e naturalmente uno chef che fa sempre fine e, in questo caso, sicuramente non impegna.
Il risultato è sulla carta l’ambizione di un programma, Ricette a colori, che mette insieme animazione e persone in carne ed ossa, con il solito siparietto tra signorina/presentatrice (Carolina Rey) e cuoco sapiente (Alessandro Circiello).
Così si legge infatti sul sito di Rai Gulp:

Rai Gulp in collaborazione con Rai Expo, Rai Fiction e Rainbow hanno ideato e realizzato un prodotto misto “animazione” e “live action” sul tema della sana e corretta alimentazione veicolato dalle divertenti fatine Winx: “Ricette a colori”!

Mica bruscolini. Peccato però che nei fatti, ovvero nelle 50 puntate del programma (di cui mi sono sorbita una nutrita ed esemplificativa selezione in streaming) tutte le attese siano disattese e con superficiale caparbietà.

Ricette a colori è fin dal titolo un condensato di banalità, ma non è tanto questo a far gridare vergogna quanto la colpevole faciloneria con cui il tema è trattato. Si sa, in Italia, e tanto più in televisione, tutti possono parlare di tutto, figurarsi di cibo! Del resto non c’è niente da eccepire: tutti quanti mangiamo (bene o male ci sarebbe da verificare…), dunque che ci vorrà mai a mettersi in bocca le parole del cibo? Stagionalità, sana e corretta alimentazione, dieta bilanciata, ecosostenibilità degli ingredienti e, naturalmente, tradizione culinaria del nostro paese.
Bello? Bellissimo. Peccato però che a veicolare tante, buone e sane idee ci siano le fatine di plastica con vitini impossibili e curve roventi, esemplificazione visiva dei peggiori richiami all’anoressia fisica e mentale. Ma non sarebbe nemmeno qui, o solo qui, il problema, quanto nell’assoluta infruibilità del programma. A chi è (o meglio era) indirizzato Ricette a colori?

Immaginiamo che “l’accattivante presenza” delle Winx implichi il richiamo al comparto delle adolescenti e soprattutto pre-adolescenti incastrate in video tra un cartone di unicorni e uno di panda che fanno kung fu, ma sfido qualunque ragazzina a reggere il linguaggio altisonante dello chef ritmato dal cinguettio inconsistente della presentatrice.
Un solo esempio, giusto per dare un’idea. Nella ricetta del vitello tonnato (ndr: ovviamente quello con la maionese e non il classico) l’improvvida Carolina dimentica nella lista della spesa i capperi, ecco allora comparire in suo soccorso la salvifica fatina colorata che trae un bicchiere di cucungi, nessuno si accorge di nulla (del resto che vuoi che sia prendere i frutti per i fiori?), mentre lo chef con aria di supponenza pontifica sull’apporto di sali minerali (!) con cui i detti capperi/cucungi completano un piatto già perfettamente equilibrato in termini di valore proteico (!!).

Mamma è brutto!” e quanto ha ragione… ma vale la pena spendere ancora due parole per spiegare che i colori del titolo del programma non fanno riferimento (solo) al colore dei vestiti delle Winx ma (almeno in teoria…) niente meno che alla piramide alimentare. Dunque – tenetevi forte – sul sito di Rai Gulp si legge:

In ogni puntata lo chef Alessandro Circiello, accompagnato dalla conduttrice di Rai Gulp Carolina Rey, realizzerà una ricetta, connotandola ad un colore associato alla piramide alimentare, alla stagionalità degli alimenti, alla ecosostenibilità degli ingredienti e che vedrà la presenza animata di una Winx (anch’essa identificata dal colore del look).

(…)

Inoltre, ogni colore è legato a dei principi nutritivi differenti: per esempio il rosso e il blu sono legati agli antiossidanti, il verde all’acido folico e al magnesio, il bianco al potassio e alle fibre, l’arancio al betacarotene.

E ogni principio colorato è legato ad una fatina: Flora alla frutta e alla verdura, Bloom ai legumi, Tecna ai latticini, Stella a pasta e riso, Musa a carni e uova, Aisha a pesce e acqua.

Fatine e conduttori di Ricette a colori.

Fatine e conduttori di Ricette a colori.

Tutti contenti? Come no… Del resto lo si scandisce bene nella presentazione del programma: Ricette a colori lega alla “tradizione culinaria del nostro paese (!) un’altra grande eccellenza produttiva italiana… quale? Ma le Winx, ovvio.

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Maria Teresa Di Marco

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