La rosa di Gorizia

Gorizia è famosa per i suoi radicchi, dal radicchietto “primo taglio” amorevolmente raccolto con le forbici, al lidric cul poc (radicchio con parte del fittone, pòc appunto in friulano), ma indubbiamente i più pregiati e rari sono il radicchio canarino e la rosa di Gorizia, un radicchio rosso che da oltre due secoli illumina con i propri colori il rigido autunno dell’estremo nordest d’Italia e che si presenta, come prodotto finito, identico ad una rosa di colore rosso intenso.

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Peanut butter, il burro di arachidi o noccioline

Il burro di arachidi sta agli americani come la Nutella agli italiani.
Il modo migliore per mangiarlo è esattamente come la Nutella: direttamente dal barattolo, con il cucchiaino che affonda nella pasta color miele e poi ricopre ogni angolo della lingua e del palato con la sua consistenza setosa. E poi riaffondarlo di nuovo, perché… beh, perché è così buono! Leggi tutto

Sua Maestà la bagna cauda

Non si può dire di essere stati in Piemonte se non si è assaggiata la bagna cauda. È il piatto-simbolo della tradizione culinaria contadina e piemontese, eppure i suoi ingredienti fondamentali non sono locali: acciughe salate e olio d’oliva vengono da fuori, da posti vicino al mare.  La bagna cauda, per chi ancora non lo sapesse, è una salsa – da servire caldissima – di acciughe e aglio, sciolti a fuoco dolcissimo in buon olio d’oliva. Le varianti sono ovviamente possibili, ma il nucleo è questo. Si accompagna a verdure, soprattutto crude, pane, polenta. Leggi tutto

I Vini d’Alsazia che piacciono (sempre più) agli italiani!

L’Alsazia è una delle aree vitivinicole più settentrionali di Francia e d’Europa, con 119 comuni dei dipartimenti del Bas-Rhin e del Haut- Rhin, al confine con la Germania. I vigneti si estendono per una lunghezza di circa 120 km tra il Reno e il massiccio dei Vosgi, da Marlenheim a nord, all’altezza di Strasburgo, arrivando a sud fino a Thann, con una piccola enclave al nord dell’Alsazia vicino a Cleebourg. Leggi tutto

La frutta di martorana

Gli eventi religiosi sono quasi sempre legati a pietanze e preparazioni particolari, anche se si tratta di ricorrenze non proprio allegre come la Festa dei Morti del 2 novembre. In questa occasione, è tutta siciliana la tradizione dei dolcetti di marzapane che prendono il nome di frutta marturana, per la caratteristica forma di piccoli frutti. Nel corso del tempo la fantasia e la creatività dei maestri pasticceri hanno conferito ai manufatti di marzapane le forme più svariate di miniature gradevoli non solo al palato ma anche alla vista, esposte, nei mesi autunnali, in molte vetrine delle pasticcerie siciliane.

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Le tradizioni di San Martino in cucina

San Martino di Tours (316–397) è festeggiato l’11 di novembre ed è un po’ santo patrono di tutti: dei medicanti per il suo atto di carità, dei sarti per il mantello; dei conciatori di pelli e dei lavoratori del cuoio per la cinghia alla quale era appesa la sua spada. Poiché una volta trasformò l’acqua in vino, è patrono degli osti, dei fabbricanti di brocche, dei bevitori e degli ubriachi. È patrono dei viticultori e dei vendemmiatori e dei sommelier, perché in occasione della sua festa si beve il vino nuovo. A San Martino si svolgeva la fiera più importante di animali con le corna, mucche, buoi, tori, montoni e perciò la fantasia popolare ha assurdamente promosso san Martino a ironico patrono dei mariti traditi, come ricordano alcuni proverbi: Per San Marten volta e zira, tot i bech i va a la fira, ossia, “per san Martino volta e gira, tutti i becchi vanno alla fiera”, sostengono i romagnoli.

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