La Tarese del Valdarno ovvero il pancettone

Diversi anni fa andai all’inaugurazione del Mercatale di Montevarchi, che allora era un mercato mensile all’aperto dedicato a  prodotti agricoli un po’ particolari, potremmo dire di nicchia, ma a me piace di più chiamarli prodotti di qualità a rischio dimenticanza. E fu così che mi ritrovai faccia a faccia con lei. La Tarese del Valdarno, per gli amici il pancettone.

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Un intenso week-end di scoperte cultural-gastronomiche a Napoli

Napoli è una città che ti invade: la luce, il rumore, i colori, la bellezza – così diffusa anche se sì, talvolta decadente – colpiscono i sensi senza dare tregua. Tanta ricchezza è disorientante: come si fa a scegliere se perdersi nel centro storico, visitare i musei, godersi il panorama sul lungomare, passeggiare nella Napoli sotterranea, prendere un traghetto per le isole o inerpicarsi sui sentieri che collegano le colline al centro? Se neanche voi siete famosi per le vostre capacità di scelta, fate un po’ di tutto, possibilmente accompagnati e consigliati da napoletani appassionati delle proprie radici e delle proprie tradizioni culinarie.

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Il muffulettu, il pane siciliano del venerdì di Quaresima

Quando cammini per le strade di Sicilia ti capita di sentire odori in grado di  catturare completamente i tuoi sensi. Salsa di pomodoro, melanzane fritte, carciofi arrostiti. Ma ci sono odori che si trovano solo in alcuni centri della tanto variegata geografia siciliana e in determinati periodi dell’anno. Si pensi alla Quaresima, periodo di astinenza dai cibi sofisticati, tempo di penitenza e riflessione spirituale che necessita anche della purificazione corporale.

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Slow Food, le nature morte del Seicento olandese e fiammingo

Mauritshuis, Den Haag - Foto: Ivo Hoekstra

Dal 9 marzo al 25 giugno 2017 il Mauritshuis, il prestigioso museo dell’Aja, nei Paesi Bassi, offre una tavolata immensa di formaggi più o meno stagionati, ceste piene di frutta e verdura, pasticci raffinati, cacciagione di piuma e di pelo, pesci, molluschi e crostacei del Mare del Nord nonché stoviglie e calici di vetro di finissima fattezza su tovagliati di damasco prezioso. Ma le sue tavole e tele sono appese ai muri.

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La pinza goriziana

Bona Pasqua bone pinze! è l’augurio classico che ci si scambia per Pasqua a Gorizia e a Trieste.
La pinza goriziana è certamente il dolce sempre presente nella case a Pasqua: pasta brioches ricca di uova e burro, non troppo dolce e non troppo soffice, anzi un po’ compatta, con profumo di vaniglia, rum, anice stellato e scorze di agrumi, di forma rotonda e con tre tagli in superficie. Gli ingredienti utilizzati per la sua preparazione sono: farina, zucchero, burro, uova, latte, lievito di birra, sale e aromi. Leggi tutto

Il tortello alla lastra del Casentino

Corèzzo. Un paese della splendida vallata del Casentino. Un piccolo villaggio di poche case sparse nella Valle Santa. Fatto di persone vere, che ti accolgono a braccia aperte. Un paese sconosciuto al turismo di massa, anche se in estate il numero di abitanti cresce parecchio.  Fatto di pace e serenità. Di quella bella solitudine che rincuora. Di silenzio. Tranne ad agosto. Quando si celebra il suo gioiello. Il suo prodotto principe, anzi re. Il tortello alla lastra. Uno scrigno semplice, fatto di poveri ingredienti: acqua, farina, patate. E di arte. Quella che riesce a trasformare ciò che ad occhi semplici appare povero in un prodotto di unica bontà.

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